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SQUALI AI RAGGI X: BRANDON SHERROD In evidenza

Nel suo primo anno oltreoceano, il sipario questa volta si apre su Brandon Sherrod, americano classe 1992 di Bridgeport, proveniente dall'università di YALE dove ha trascorso la sua carriera al college. 

Approdato nel Lido delle Rose a stagione già iniziata, è riuscito subito a mettersi in mostra e ad entrare nel cuore dei tifosi rosetani, deliziandoli con la sua forte presenza sotto canestro e soprattutto con le sue schiacciate: al momento viaggia con una media di 12.8 punti e 8.2 rimbalzi.

Ma il PalaMaggetti non è l'unico luogo dove riesce ad attirare il pubblico: il nostro Brandon ha infatti mostrato le sue doti canore in svariate occasioni, continuando a coltivare la sua passione per il canto già maturata negli anni precedenti quando era un membro dei Whiffenpoofs, il gruppo a cappella del suo college. Andiamo quindi a scoprire quello che ha da raccontarci lo squalo canterino: buona lettura!

Qual è la maggiore differenza tra la tua vita in Italia e quella negli Stati Uniti? Hai nostalgia di casa?

La più grande differenza è che qui è tutto molto più lento. Abito molto vicino a New York ed ogni volta che vado a trovare qualcuno tutti sembrano andare di fretta e nessuno si prende il suo tempo per andare da una parte all'altra. A Roseto, e in tutta Italia, la gente prende tempo per svolgere qualsiasi cosa, e lo fa in modo fantastico: anche cose come cenare per tre o quattro ore sono state un grande cambiamento per me. Sono un po' nostalgico di casa perché sento la mancanza della mia famiglia e delle persone a cui voglio bene, però molte persone qui a Roseto sono gentili con me e sento di essere a casa mia da quando sono arrivato.

È stato difficile ambientarti a Roseto? Chi è stato sempre al tuo fianco fin da primo momento in cui sei arrivato?

È stato un grande shock culturale arrivare qui da una grande città. Questo è inoltre il mio primo anno in cui gioco nel campionato europeo ed è stato difficile abituarmi alle diverse regole di gioco. Sono davvero riconoscente di avere i miei compagni di squadra, i miei allenatori, i tifosi, i cittadini di Roseto, Luca Maggitti e il mio amico e compagno di squadra Adam per avermi fatto sentire a casa.

Allora, raccontaci: come hai fatto a diventare un cantante e, al tempo stesso, un giocatore di basket?

Diventare un cantante e contemporaneamente un giocatore di basket è avvenuto durante il primo anno di liceo. Ho sempre avuto il dono di avere una bella voce, e da bambino ho avuto l'opportunità di sviluppare questa abilità. Credetemi o no, non ho iniziato a giocare a basket prima di avere quattordici anni. Ero davvero sovrappeso da bambino e gli unici sport a cui giocavo erano quelli dei videogame, e nel frattempo mangiavo. Ma quando ho iniziato a dedicare me stesso al basket, sono diventato un buon giocatore e ho continuato a coltivare la mia passione per il canto.

Come procede lo studio della lingua italiana? Nonostante parli una lingua diversa, sei riuscito ad instaurare un bel rapporto con i tuoi compagni di quadra?

L'italiano è una bellissima lingua e, siccome a Roseto non ci sono molte persone che parlano in inglese, ho dovuto fare lo “sforzo” di impararla. La cosa che più mi infastidisce è il non poter essere in grado di comunicare con le persone, per cui sono contento di essere stato costretto a imparare un po' di italiano. Riesco ad avere brevi conversazioni con le persone, ma non sono molto bravo con i verbi, quindi se qualcuno di voi conosce un insegnante di italiano che parli anche in inglese, PER FAVORE FATEMI SAPERE!
Sono anche consapevole del fatto che alle persone piaccia quando faccio di tutto pur di parlare nella loro lingua, perciò grazie a tutti coloro che hanno ascoltato i miei tentativi di comunicare.

Chi è la tua più grande fonte di ispirazione e perché? Sia dentro che fuori dal campo.
Ho diverse fonti di ispirazione. Sul campo, guardo molti video di Paul Millsap degli Atlanta Hawks. Mi ispiro anche a Kyle Hines, un'ala grande più piccola del normale. Oltretutto, Hines ha giocato nella Serie A2 qui in Italia qualche anno fa. Questi due giocatori mi ispirano perché sono entrambi troppo piccoli per il loro ruolo e, nonostante ciò, giocano con un'incredibile quantità di energia, cuore e passione. Fuori dal campo, i miei genitori sono stati una fantastica fonte di ispirazione. Mi hanno continuamente incoraggiato, insegnandomi l'importanza del duro lavoro e dell'umiltà. Un'altra cosa che mi hanno insegnato è che nella vita non c'è solo il basket: sono davvero fortunato di poter praticare lo sport che amo, ma so anche che non potrò giocarci per il resto della mia vita!

La partita più bella giocata con la maglia del Roseto?
Questa è una domanda difficile. Credo che la mia miglior partita sia stato il primo derby contro Chieti. Avevamo bisogno di una scintilla sia in attacco che in difesa, ed io ero capace di darci la spinta necessaria. Inoltre, ho segnato il canestro della vittoria (anche se qualcuno crede che io abbia commesso infrazione di passi). È stata anche la prima volta nella mia vita in cui ho segnato un buzzer-beater, ed è stato molto bello.

Ti piacerebbe restare a giocare in Europa nei prossimi anni, o hai già pianificato di tornare negli Stati Uniti?
Se dovessi avere l'opportunità di tornare a giocare di nuovo negli Stati Uniti la coglierei al volo, pur dovendo valutare diversi aspetti.  Amo moltissimo viaggiare e credo che il mio stile di gioco rispecchi molto il campionato europeo: restare mi consentirebbe di esplorare e vivere in aree diverse del mondo, fuori dagli Stati Uniti.

Secondo te, qual è la differenza tra i tifosi americani e i tifosi rosetani? Come ti senti quando giochi tra le mura del PalaMaggetti?
I tifosi del Roseto non hanno inibizioni. Sono rumorosi, molto appassionati e amano davvero noi Sharks. In America ci sono alcune squadre che hanno dei tifosi duri a morire, ma non credo di aver mai visto qualcosa di simile alla Curva Nord: l'unica cosa a cui potrei comparare i nostri tifosi è forse qualche tifoseria della serie A di calcio. Sento come se la nostra squadra giochi molto meglio in casa perché abbiamo il supporto dei tifosi e della città. Credo sia molto speciale il fatto che così tanta gente venga a tifare per il Roseto ogni settimana.

Qual è il tuo punto di vista sui playoff? Quanto può arrivare lontano la squadra?
Abbiamo ancora due partite da giocare, ma sono fiducioso del fatto che ce la faremo. Sono sicuro che l'atmosfera durante i playoff sarà magica. Credo anche che la squadra possa arrivare molto lontano, ma prima dobbiamo rendere più forte la nostra difesa.

Hai altri hobby oltre al canto?
Oltre al canto, suono il pianoforte e la batteria. Ho un piccolo piano nella mia stanza e lo utilizzo per comporre pezzi musicali. Adoro molto anche viaggiare e visitare posti nuovi. Ad esempio, quest'anno ho avuto l'occasione di visitare Atri, Giulianova, Loreto, Recanati, Ravenna, Pineto e Roma ... Sono sempre alla ricerca dell'avventura.

Il piatto più buono provato in Italia.
Il primo posto per il piatto più buono provato in Italia se lo giocano la pasta con il salmone e l'hamburger di agnello della Braceria da Ciambi.

Cosa ti ha colpito di più di Roseto?
La cosa che mi ha colpito di più è che la gente ama passare il tempo in compagnia e che tutti sono coinvolti nel mantenere forte Roseto, intesa come paese. Ci sono persone così talentuose qui che hanno deciso di restare solo perché si sentono in debito nei confronti della propria terra d'origine. È questo senso di orgoglio per la città che mi ha impressionato molto.

Un difetto e un pregio che ti appartengono.
Un difetto è quello di essere molto passionale e, a volte, le passioni ostacolano i miei obiettivi. Di conseguenza, cerco sempre di prendermi il tempo di cui ho bisogno prima di prendere delle decisioni, perché voglio avere la certezza di essere stato razionale. Pregio.. un pregio è quello di tenere davvero alle persone. Ogni persona che incrocio sul mio cammino porta con sé una storia diversa e intrigante, e io amo imparare dalle esperienze di vita altrui.

Cosa farai quando la stagione sarà finita? Andrai in vacanza durante l'estate?
Quando la stagione sarà finita, ho pianificato di girare un po' l'Italia. Voglio visitare Napoli, Pompeii, la Sicilia, il Lago di Como, Pisa, Milano e ancora tanti altri luoghi. Sto anche pensando di restare a Roseto più del dovuto perché so che d'estate c'è molto divertimento. Dopodiché tornerò a casa e continuerò ad allenarmi per la prossima stagione sportiva.

Quali sono i tuoi piani per il futuro? Qual è il tuo più grande sogno o la tua più grande aspirazione della vita?
Voglio giocare a basket fin quando avrò con me il mio amore per il gioco e fin quando il mio corpo me lo permetterà. Il mio sogno a lungo termine è quello di diventare il sindaco della mia città, Bridgeport, in Connecticut. Ma la mia aspirazione più grande di tutte è quella di fare la differenza nelle vite degli altri.

Annalisa Fedele-Ufficio Stampa Roseto Sharks 

[In foto, Brandon Sherrod-Scatto di Andrea Cusano]

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